CARAVAGGIO ALLA REGGIA DI MONZA

Dal 16 Mar 2016 al 17 Apr 2016

Torna Caravaggio alla Reggia di Monza con l’esposizione di un imperdibile capolavoro “La Flagellazione di Cristo” in una mostra gratuita dedicata alla grande tela realizzata dal Merisi alla fine del suo soggiorno napoletano tra il 1607 e 1608 e oggi conservata al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.  A cura di Andrea Dusio e Sylvain Bellenger e organizzata dal Consorzio Villa reale e parco e dal Cittadino, la mostra aprirà il 16 marzo fino al 17 aprile.

Secondo il resoconto di Giovanni Pietro Bellori, questo dipinto fu commissionato per adornare la cappella della famiglia De Franchis nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. Come per molte altre opere di commissione pubblica realizzate in questo periodo, Caravaggio sceglie di adottare una soluzione più convenzionale e meno stridente coi canoni della pittura religiosa, rifacendosi al dipinto dello stesso soggetto eseguito da Sebastiano del Piombo. Il dipinto è organizzato intorno alla colonna alla quale è legato Cristo, dove si dispongono due dei torturatori, uno a lato ed uno dietro alla colonna, i cui gesti precisi e lenti ci proiettano nello sfondo del quadro e verso il primo piano, dove si trova il terzo degli aguzzini, chino. Il corpo luminoso e robusto di Cristo sembra accennare a un movimento danzante che riecheggia la pittura manierista e che contrasta con i movimenti strozzati e secchi nella concentrazione dei suoi aguzzini. È una rappresentazione non convenzionale della realtà umana e naturale, un modo nuovo di fare pittura, bloccando sulla tela, tra contrasti netti e laceranti di luci e ombre, frammenti o, meglio, brandelli, di corpi in movimento colti nel momento di più alta e sconvolgente tensione non solo fisica, quanto soprattutto psichica, emotiva, sentimentale. I corpi vengono fuori dall'ombra e i tratti fisici vengono definiti dalla luce quasi accecante sottolineando con grande drammaticità l'evento che il dipinto racconta.

La mostra è stata pensata per accompagnare il visitatore, tramite percorsi didascalici, non solo nel vissuto artistico del pittore ma anche attraverso i luoghi da lui visitati, la sua rocambolesca vita privata e il suo tempo.

 

Un colpo d’occhio immenso, una tela che è una rappresentazione teatrale imponente e suggestiva, capace di avvolgere l’osservatore con i suoi 2 metri e 86 centimetri per 2 metri e 13 centimetri. Un’opera che è unanimemente considerata uno degli esiti più importanti della produzione napoletana di Caravaggio, assieme alle “Sette opere di misericordia”, realizzata tra il 1607 e l’anno seguente.

(source:Il Cittadino)