Mulini a Monza

Monza è sorta lungo il fiume Lambro, che la percorre da nord a sud. In passato il fiume era al centro della vita quotidiana e lungo le sue sponde si svolgevano molte attività. Sorsero diversi mulini, che utilizzavano le acque come forza motrice.

All'interno del Parco di Monza si trovano ancora tre mulini dal sapore ottocentesco, che svolgono oggi funzioni abitative o agricole.

Alle spalle di Villa Mirabello, al centro di un area boschiva su un'ansa del Lambro, si trova il Mulino del Cantone, ristrutturato dall'architetto Giacomo Tazzini, il quale adattò un edificio preesistente, probabilmente un antico reperto dell'antica linea difensiva a protezione di Monza. La caratteristica torretta merlata (in mattoni e non intonacata come il resto dell’edificio) costituisce un interessante reperto medievale volutamente lasciato incompleto, secondo il gusto romantico ottocentesco delle “rovine”.

Più avanti, in prossimità del fiume Lambro, s'incontrano i Mulini Asciutti, l'unico che conserva una ruota a pala ancora funzionante e ingranaggi originali. Costruito nel 1834 su progetto di Giacomo Tazzini, è composto da due edifici paralleli, collegati da un porticato. Ancora oggi è possibile ammirare i vecchi ingranaggi, le antiche macine, il granaio e un piccolo forno per la cottura del pane. Oggi ha sede il CREDA (Centro ricerche Educazione Ambientale), che offre laboratori di educazione ambientale e panificazione per bambini. (Punto Monza Bike Friendly)

Poco più avanti il Mulino San Giorgio, già presente nel XVII secolo, fu riprogettato da Tazzini nell'Ottocento. Sul confine orientale del Parco, conserva ancora la struttura originaria e il fascino dei mulini ad acqua che, quando erano attivi, venivano azionati dalla roggia deviata dal Lambro. Oggi svolge attività di zootecnica, con produzione di latte e yogurt.  Si possono vedere al pascolo mucche, cavalli, asini pecore e caprette.

Anche nel centro storico erano numerosi i mulini che utilizzavano le acque del Lambro come motore per la macinatura dei cereali. Oggi rimane solo il Mulino Colombo, monumento di archeologia industriale, con macina, torchio e attrezzi originali. Già attivo all'inizio del XVIII secolo, era impiegato in origine per la macina del grano, poi per la follatura della lana e infine come frantoio.

L'importanza del fiume Lambro è testimoniata dalla presenza ancora oggi di ben 31 antichi mulini, disposti lungo le rive settentrionali del fiume, nel Parco Valle Lambro.